Fmi: Nel 2017 l’Italia dovrà versare il 14% delle entrate fiscali per pagare gli interessi sul debito!!

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euro-logoCosterà caro lo spread (il differenziale di rendimento tra Btp italiani e Bund tedeschi), con l’alto rendimento dei titoli di stato a dieci anni (Btp). Il Fondo monetario internazionale ha stimato che, se i rendimenti dei nostri Btp rimarranno ai livelli attuali (quasi il 5% per quelli a dieci anni) il nostro Paese nel 2017 dovrà impiegare il 14% delle sue entrate fiscali per ripagare gli interessi sul debito.

Se lo spread però dovesse tornare a salire, crescerebbero anche gli interessi sul debito e invece del 14%, l’Italia potrebbe essere costretta a versare il 18% delle sue entrate fiscali. Un’eventuale crescita dello spread che potrebbe causare inoltre anche ulteriori tagli del rating del debito pubblico. E’ quanto prevede l’Fmi nel suo Global Financial Stability Report, presentato a Tokyo. “Le agenzie di rating hanno citato le condizioni di finanziamento come giustificazione di declassamenti anticipati, e stanno mantenendo prospettive di rating negative o esami per possibili declassamenti sulla maggior parte dei paesi dell’area euro“, ha ammonito il Fondo monetario.

L’Fmi inoltre lancia un vero e proprio allarme che riguarda la fuga di capitali dal nostro Paese. Da giugno 2011 a giugno 2012 sono fuggiti dall’Italia 235 miliardi di euro di investimenti, soprattutto esteri, pari al 15% del Pil. Il fenomeno ha coinvolto anche la Spagna, che ci batte in questa triste classifica, con la “fuga” di 296 miliardi di euro di investimenti, pari al 27% del Pil.

“L’intensificazione della crisi si è manifestata in deflussi di capitali dalla periferia verso il centro (dell’area euro) con dinamiche che tipicamente si associano a crisi valutarie e bruschi blocchi degli investimenti”, indica il rapporto del Fondo monetario internazionale.

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